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domenica 19 gennaio 2025

Una definizione di politica

di Vito Foschi

Se vogliamo proprio dare una giustificazione della politica, l'unica motivazione essenziale è la gestione della violenza.

La politica nasce per gestire la violenza all'interno di una comunità più estesa di quella che potrebbe essere una piccola tribù formate da un gruppo di famiglie con legami di parentela fa di loro.

In un gruppo umano legato da legami di parentela si formano delle gerarchie naturali che rendono non necessario una qualche gestione formale della comunità.

La politica è una forma di gestione formale di una comunità abbastanza estesa da rendere abbastanza deboli i legami di parentela.

In una famiglia per quanto estesa come potrebbe essere una famiglia patriarcale formata dal patriarca e dalle famiglie dei figli e dei nipoti si struttura una gestione della comunità in maniera informale e pertanto quella che chiamiamo politica che non è altro che una forma di gestione formale di una comunità diventa superflua.

domenica 3 maggio 2015

Sui fatti di Milano

Lo stato è esercito e polizia e se non riesce a gestire l'ordine pubblico e a difendere i cittadini e le loro proprietà che senso ha pagare le tasse? I milanesi dovrebbero essere esentati dal pagamento delle tasse, visto che lo stato non ha assolto al suo compito essenziale. Capisco che la polizia dopo il G8 di Genova non può agire con efficacia, ma rimane il fatto che lo stato italiano non ha assolto al suo compito.
Sarò provocatorio, ma se i commercianti milanesi avessero pagato il pizzo ad un organizzazione criminale non sarebbero stati meglio protetti? I violenti agiscono perché sicuri dell'impunità, ma se si trovaserro di fronte una minima reazione fuggirebbero, vigliacchi come sono.
Mi chiedo: se un milanese avesse reagito per difendersi o per difendere una sua proprietà sarebbe stato inquisito?

domenica 26 ottobre 2014

Stato e violenza


Quando si ragiona di politica, per quanto retorica si possa fare, si ragiona di come organizzare la violenza. La ricetta statalista prevede la concentrazione dell'uso della violenza in un unico soggetto monopolista entro un ben preciso territorio. Per quanto ci si possa sforzare per inventare e realizzare meccanismi di controllo di tale soggetto monopolista basati o meno sul consenso, rimane una sproporzione, un abisso incolmabile tra cittadino e stato: da una parte l'individuo indifeso dall'altra parte un potere senza limite e irrefrenabile.