pubblicato su Archeologia & Cultura n. 7 del 4 aprile 2010, inserto culturale del quotidiano La Voce di Cerveteri e ripubblicato sul sito
Storia Libera
di Vito Foschi
La Vandea
è un dipartimento della Francia che in passato risultava più esteso includendo
parte dei dipartimenti vicini. Tale regione è nota perché teatro di un episodio
importante, ma poco diffuso della rivoluzione francese. Normalmente la storia
viene spiegata come un dipanarsi di una matassa da un inizio ad una fine in
maniera progressiva senza deviazioni o salti all’indietro, eccetto forse per il
Medioevo. Naturalmente le cose non stanno così e solo per esigenze di
semplificazione scolastica viene raccontata in questo modo. Mediamente il
racconto della Rivoluzione Francese vede la semplificazione di un popolo in
rivolta contro un sovrano, ma le cose non sono proprio così a meno di
dimenticare episodi piuttosto importanti. Il più rilevante di questi, quello
che sinteticamente viene chiamato con il nome della regione da dove ha origine
è la: Vandea. Questo articolo metterà in evidenza la genesi degli eventi e
alcuni aspetti, evitando di annoiare il lettore con il racconto dell’interezza
delle operazioni militari.
La Vandea
era una regione ricca e popolosa prevalentemente agricola della Francia in cui
il senso religioso era molto forte. La Repubblica
Rivoluzionaria stretta da esigenze economiche e dominata da
correnti anticlericali espropriò i beni ecclesiastici che costituivano non solo
una ricchezza a disposizione del clero, ma anche dei cittadini e creò un clero
di stato autonomo da Roma; altro provvedimento non gradito fu la leva
obbligatoria, a cui tutti cercavano di sottrarsi. Tali leggi erano osteggiate in particolare dalla popolazione
della Vandea che vedeva secolari tradizioni infrante e violentato il suo senso
religioso. Da qui nacque una serie di guerre fra la popolazione vandeana e la Repubblica Francese.
Per attenersi al racconto lineare della storia, le guerre
vandeane sono state spesso denominate “controrivoluzione” visto che si opponevano
alla rivoluzione, mentre altri storici volendo mettere in evidenza la
spontaneità del fenomeno hanno coniato un nuovo termine, insorgenza, in
contrasto con i termini rivolta o rivoluzione che implicano comunque un che di guidato
o di organizzato.
In Vandea l’opposizione alla Rivoluzione non nasce per
motivi politici, ma spontaneamente nel cuore delle persone per semplice
reazione a quelli che considerava veri e propri soprusi come la leva
obbligatoria e la proibizione dei riti religiosi. Come se da un giorno
all'altro ci proibissero di fare quello che abbiamo sempre fatto. Chiaramente
accettare che la guerra della Vandea sia stata una insorgenza, significa
smontare l’assunto che la
Rivoluzione sia stato un moto di popolo contro il sovrano.
A parte l'interesse per un fatto misconosciuto della
Rivoluzione Francese, è interessante che questo conflitto è sfociato in un vero
e proprio massacro della popolazione civile compresi donne e bambini. La Repubblica Francese,
dopo una fase indicata come prima guerra di Vandea, dette l’incarico a Jean
Baptiste Carrier di istituire un tribunale rivoluzionario che per eseguire le
migliaia di condanne a morte dei vandeani inventò le Noyades ovvero
annegamenti. I condannati, uomini, donne, bambini venivano legati e messi su
barche che venivano fatte affondare. Ad un certo punto si decise di affogarli
anche nudi per recuperare i vestiti. Oltre alla brutalità, si raggiunse il più
totale disprezzo della vita umana quando vennero legati i bambini alle madri e
fatti affogare insieme. Per accelerare le esecuzioni si provò prima con il
veleno e poi con le fumigazioni, una sorta di camere a gas. Da ricordare che la
violenza rivoluzionaria era rivolta verso la propria stessa popolazione e non
verso un nemico esterno.
Accanto al tribunale rivoluzionario la giovane repubblica
francese approvò l’idea del generale Louis Marie Turreau di istituire le
cosiddette "Colonne infernali", dividendo l'esercito rivoluzionario mandato
a domare la rivolta in colonne, per battere la Vandea in lungo e in largo con
il compito di distruggere tutto e uccidere tutti senza distinzione di età o di
sesso. Gli episodi raccapriccianti furono molteplici. I militari si diedero
allo stupro e al saccheggio, mutilando le persone prima di ucciderle e per fare
prima furono bruciati interi edifici per sterminare le persone all'interno, compresi
ospedali per far fuori anche gli ammalati fino ad arrivare al caso più
raccapricciante di militari rivoluzionari che conciarono pelle umana.
Alcuni storici hanno proposto di definire questo episodio con
il termine genocidio e di considerarlo il primo della storia moderna. Qui si sono accese le polveri delle polemiche
perché chiaramente per la
Francia la Rivoluzione è episodio fondante. Tra l'altro nella
Rivoluzione Francese nasce la modernità e i prodromi delle moderne ideologie e
accettare che il primo genocidio sia stato quello della Vandea, significherebbe
ammettere che le ideologie del '900 che hanno creato tanto tragedie sono figlie
della rivoluzione francese. Prospettiva agghiacciante per i nostri cugini
francesi.